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giovedì 22 gennaio 2009

Il pedonfilo

Da tempo, giustamente, i media danno maggior risalto al problema della pedofilia, dibattuto nei suoi vari aspetti criminali e pedagogici. L’opinione pubblica è più sensibilizzata, mentre si intensifica la repressione dell’ odioso crimine.
Un nuovo personaggio, peraltro, tende a insinuarsi subdolamente nella società. Silenzioso, circospetto, ben defilato, può rappresentare un’insidia anche più grave. Mi riferisco al pedonfilo, cioè chi nutre un morboso interesse per i pedoni e in particolare le passanti procaci.
Fateci caso. Quando, con la primavera, l’abbigliamento della donna torna leggero, il pedonfilo è solito appostarsi con noncuranza controluce, per coglierne insospettabili trasparenze. Il turpe individuo, che predilige i crocicchi ove più animato è il transito, spesso si dà al commercio di inequivocabili iconografie: foto di donne in prossimità di semafori, ragazze che incedono a passo teso sui marciapiedi o le zebre, con prevedibili effetti sulle gonne più corte e aderenti . Perfino istantanee di quarantenni ambiguamente chine davanti a una vetrina.
Fenomeno inquietante e di ardua repressione per i suoi tratti sfuggenti, la pedonfilia cresce per vie sommerse, pare a ritmi esponenziali. La Vigilanza Urbana è impotente. Ci vorrebbe un Ente di controllo, un Garante, o forse un Commissario Speciale