Diceva: a me mi piace. Ci dico, ci faccio. Tra esclamazioni dialettali e buonsenso campagnolo. Le scuole medie, poi qualche corso tecnico. Centrini ricamati e tazzine bene in vista nel tinello. Con gli amici, davanti al bar Tahiti, commentava a modo suo il passaggio delle ragazze: io a quella ci faccio questo, ci faccio quello. Ce lo metterei qui, ce lo metterei là.
Sposò una donna ambiziosa, che in poco tempo gli impose un programma accelerato di riscatto socioculturale. Divorava a ritmi forzati le dispense dei Fratelli Fabbri. Grazie a intensivi corsi serali acquisì in poco tempo alcuni elementi di economia, oltre al pensiero di Fromm e Popper.
Ora parlava forbito, diceva al limite e appariva decisamente integrato in un contesto Euro. Potendo citare Galbraith, frequentava un gran numero di convegni. Grazie a un cognato leghista, vicedirettore del Banco di Chiavari, riuscì a entrare nei Lions. La moglie gli aveva comprato il loden e diverse regimental.
Ma un giorno, nel pieno di una tavola rotonda su Fisco e Piccola Impresa, forse per la foga del contraddittorio, si accasciò esanime nello sgomento generale. Il violento ictus lo tenne per vari giorni tra la vita e la morte. Finché aprì un occhio, poi l’altro. E finalmente riprese a parlare: a me mi piace, ci dico, ci faccio….
Sposò una donna ambiziosa, che in poco tempo gli impose un programma accelerato di riscatto socioculturale. Divorava a ritmi forzati le dispense dei Fratelli Fabbri. Grazie a intensivi corsi serali acquisì in poco tempo alcuni elementi di economia, oltre al pensiero di Fromm e Popper.
Ora parlava forbito, diceva al limite e appariva decisamente integrato in un contesto Euro. Potendo citare Galbraith, frequentava un gran numero di convegni. Grazie a un cognato leghista, vicedirettore del Banco di Chiavari, riuscì a entrare nei Lions. La moglie gli aveva comprato il loden e diverse regimental.
Ma un giorno, nel pieno di una tavola rotonda su Fisco e Piccola Impresa, forse per la foga del contraddittorio, si accasciò esanime nello sgomento generale. Il violento ictus lo tenne per vari giorni tra la vita e la morte. Finché aprì un occhio, poi l’altro. E finalmente riprese a parlare: a me mi piace, ci dico, ci faccio….